MISURE ELETTRICHE

Nella pratica impiantistica è fondamentale effettuare misure elettriche per la valutazione di scelte progettuali che permettano il risparmio sui costi di posa in opera e sulle scelte dei dispostivi con i corretti criteri di dimensionamento e sicurezza.

Inoltre è necessaria, al termine dell'esecuzione di ogni impianto elettrico, la verifica dello stesso secondo i protocolli e le metodologie riportate nella parte 6 della Norma CEI 64-8.

Lo STUDIO TECNICO MARTINELLI può esegue misure e verifiche sia in fase di progettazione per effettuare scelte progettuali migliorative, sia su impianti elettrici esistenti per conto della committenza al fine di contestare presunte irregolarità nell'esecuzione degli stessi, secondo la regola d'arte.

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Le verifiche iniziali

Prima di rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico alla regola dell'arte, un professionista designato come Persona Esperta (PES ai sensi della Norma CEI 11-27 che può coincidere con l'istallatore qualora ne abbia i requisiti) deve verificare che l'impianto nella sua interezza risponda alle prescrizioni della Norma 64-8 Parte 6.

Mentre i quadri elettrici, qualora siano stati realizzati dalla ditta esecutrice (e non da un quadrista) ed abbiano una corrente in entrata pari o inferiore ai 125A, devono essere certificati secondo la Norma CEI 23-51.

Solo dopo essersi accertato dell’assenza di difetti e del buon funzionamento dell’impianto e dei suoi componenti, il responsabile tecnico può rilasciare la dichiarazione di conformità.

Senza le verifiche iniziali, richieste esplicitamente dal D.M. 37/2008 art. comma 1 nel modello da rilasciare al cliente, la dichiarazione suddetta non tutela da eventuali incidenti o malfunzionamenti.

 

Le verifiche periodiche

Le verifiche periodiche devono essere eseguite da Persona Esperta (PES ai sensi della Norma CEI 11-27 che può coincidere con l'istallatore qualora ne abbia i requisiti) e servono a valutare la condizione dell’impianto elettrico e scoprire eventuali deterioramenti o difetti dell’impianto che possono mettere a rischio la sicurezza e il buon funzionamento di tutto il sistema elettrico.


Secondo la norma CEI 64-8 parte 6, la verifica periodica di un impianto elettrico prevede due momenti: l’esame (o verifica) a vista e le prove.


Anche per la verifica periodica deve essere preparato un rapporto di verifica, un documento che indichi le parti dell’impianto revisionate e l’esito delle prove svolte.

Le verifiche periodiche devono essere eseguite secondo quanto riportato nel libretto d'uso e manutenzione dell'impianto elettrico rilasciato dalla ditta esecutrice e comunque almeno una volta ogni 5 anni, tranne per tipologie di impianti esposti a rischi maggiori, i quali devono essere sottoposti a verifiche massimo ogni 2 anni, questi luoghi sensibili possono essere:

- Luoghi MA.R.C.I. (Maggior Rischio in Caso d'Incendio);

- Locali Medici;

- Cantieri di costruzione e demolizione;

- Locali di pubblico spettacolo.

L’esame a vista

L’esame a vista deve accertare che i componenti elettrici, che sono parte dell’impianto

fisso, siano:

1) conformi alle prescrizioni di sicurezza delle relative norme; questo può essere accertato mediante l’esame di marcature, di certificazioni o di informazioni del costruttore;

2) scelti correttamente e messi in opera in accordo con le prescrizioni della Norma 64-8 e tenendo conto delle istruzioni del costruttore e della documentazione di progetto;

3) non visibilmente danneggiati o difettosi, in modo tale da compromettere la sicurezza.

L’esame a vista deve riguardare almeno le seguenti condizioni, per quanto applicabili:

a) metodi di protezione contro i contatti diretti ed indiretti;

b) presenza di barriere tagliafiamma o di altre precauzioni contro la propagazione del fuoco e

metodi di protezione contro gli effetti termici;

c) scelta dei conduttori per quanto concerne la loro portata e la caduta di tensione;

d) scelta, taratura, selettività e coordinamento dei dispositivi di protezione e di controllo;

e) scelta, posizione ed installazione di idonei dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD)

dove specificato;

f) scelta, posizione ed installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando;

g) scelta dei componenti elettrici e delle misure di protezione idonei, con riferimento alle

influenze esterne ed alle sollecitazioni meccaniche;

h) identificazione dei conduttori di neutro e di protezione;

i) presenza di schemi, di cartelli monitori e di informazioni analoghe;

j) identificazione dei circuiti, dei fusibili, degli interruttori, dei morsetti ecc;

k) idoneità delle terminazioni e delle connessioni dei cavi e dei conduttori;

l) scelta e installazione dei componenti l’impianto di terra;

m) agevole accessibilità dell’impianto per interventi operativi, di identificazione e di manutenzione;

n) misure di protezione contro disturbi elettromagnetici;

o) collegamento delle masse all’impianto di terra;

p) scelta e messa in opera del sistema di cablaggio.

L’esame a vista deve comprendere tutte le prescrizioni per gli ambienti e le applicazioni particolari.

 

Le prove

Le prove devono essere eseguite, per quanto applicabili, e preferibilmente nell’ordine indicato, le seguenti:

a) prova di continuità dei conduttori;

b) misura della resistenza di isolamento;

c) misura della resistenza di isolamento per verificare l’efficacia della protezione mediante SELV, PELV o separazione elettrica;

d) misura della resistenza di isolamento per verificare l’efficacia della resistenza/impedenza del pavimento e delle pareti;

e) prova di polarità;

f) prove e misure per verificare l’efficacia della protezione mediante interruzione automatica

dell’alimentazione;

g) prova e/o misura per verificare l’efficacia delle protezioni addizionali;

h) prova della sequenza delle fasi;

i) prove di funzionamento;

j) misura della caduta di tensione.

Nel caso in cui qualche prova indichi la presenza di un difetto, tale prova, ed ogni altra prova

precedente che possa essere stata influenzata dal difetto segnalato, devono essere ripetute

fino all’eliminazione del difetto stesso.

Quando la prova è eseguita in un’atmosfera potenzialmente esplosiva, sono necessarie

precauzioni di sicurezza particolari, in accordo con la Norma CEI EN 60079-17.

Impianti elettrici nei luoghi di lavoro: il DPR 462/01

Il DPR 462/01, entrato in vigore nel gennaio del 2002, obbliga tutti i datori di lavoro a fare verifiche periodiche e straordinarie per gli impianti elettrici di messa a terra, i dispositivi di protezione contro le “scariche” atmosferiche (i fulmini) e degli impianti elettrici nei luoghi a rischio esplosione. Tali verifiche sono di competenza di un ente verificatore terzo rispetto alla ditta installatrice dell'impianto e del progettista, di solito la ASL, l'ARPA o un certificatore abilitato

Il datore di lavoro deve fare effettuare le verifiche ogni due anni in luoghi di lavoro con pericolo di esplosione, nei cantieri, negli edifici in legno e nei luoghi a maggior  rischio di incendio, ogni cinque anni negli altri casi.


Sono previste anche verifiche straordinarie nel caso in cui le verifiche periodiche abbiano riscontrato qualche problema grave, oppure in caso di modifica dell’impianto, o ancora su precisa richiesta del datore di lavoro.

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